Una vicenda di tentata truffa e falsificazione di documenti ha portato alla denuncia di un imprenditore 55enne di Agrigento e di un altro imprenditore 50enne di Ravanusa.

Gli uomini sono accusati di aver tentato di eludere il pagamento di una sanzione attraverso la presentazione di falsi attestati di formazione.

Tre mesi fa, durante un controllo di routine in un cantiere edile a Cattolica Eraclea condotto dal Nucleo Ispettivo del Lavoro (Nil), sono state rilevate numerose irregolarità, tra cui la mancata formazione dei lavoratori. Di conseguenza, è stata imposta una sanzione di quasi 2.000 euro all’imprenditore di Agrigento.

Per cercare di evitare il pagamento della multa, l’imprenditore ha presentato quattro attestati di formazione, dichiarando che i suoi lavoratori avevano partecipato ai necessari corsi di sicurezza. Tuttavia, i documenti sono stati sottoposti a verifica da parte dei Carabinieri e si sono rivelati completamente falsificati.

Il secondo imprenditore, presidente di una società di formazione a Ravanusa, è stato deferito per aver rilasciato i suddetti attestati farlocchi.

Questo caso sottolinea non solo l’importanza dei controlli sul posto di lavoro per garantire la conformità con le normative di sicurezza, ma anche la severità delle conseguenze legali associate alla produzione e uso di documentazione fraudolenta.

L’accusa di tentata truffa e falso, formulata dalla procura, rispecchia l’intensità con cui le autorità stanno perseguendo i reati che minano la sicurezza dei lavoratori e l’integrità delle procedure amministrative.

La vicenda è ancora in fase di indagine e i dettagli emergono man mano che le autorità procedono con le verifiche e gli accertamenti necessari per fare piena luce sulla questione.