Un caso di presunta malasanità, avvenuto nel 2019 presso l’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca, si è concluso dopo cinque anni con un risarcimento di 16 mila euro da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento.

L’episodio ha riguardato un giovane paziente, all’epoca minorenne, che aveva accusato forti dolori inguinali e si era recato al pronto soccorso. Una diagnosi e un trattamento medico ritenuti errati hanno aggravato le sue condizioni, rendendo necessario un delicato intervento chirurgico.

Il caso: dall’errore alla chirurgiaEra il 30 novembre 2019 quando il ragazzo, in seguito ai dolori, venne sottoposto a un intervento di “funicolo-orchiectomia destra e orchiopessia gonade sinistra”. Tuttavia, secondo una perizia tecnica, la gestione iniziale del caso da parte degli urologi del presidio ospedaliero è stata giudicata “censurabile”.

La perizia ha stabilito un danno biologico permanente dell’8%, attribuito all’errata condotta sanitaria.La richiesta di risarcimento e l’accordo bonarioI genitori del ragazzo, rappresentati legalmente, avevano presentato una richiesta di risarcimento al tribunale di Sciacca, quantificandola in 25 mila euro. Dopo l’avvio del procedimento legale, l’Asp di Agrigento si è costituita in giudizio, ma la perizia tecnica depositata nel corso del processo ha messo in evidenza le responsabilità dei medici.

A seguito della perizia sfavorevole, il dirigente legale dell’Asp, Antonino Noto, ha avviato trattative per una composizione bonaria della controversia. L’accordo raggiunto prevede il pagamento di 16 mila euro, di cui 14 mila per risarcimento danni e la rinuncia, da parte del giovane – ora maggiorenne – e dei suoi genitori, al proseguimento del giudizio di merito.Risarcimento versatoNelle ultime ore, l’Azienda Sanitaria ha ufficializzato il pagamento della somma concordata, ponendo così fine alla vicenda legale. La famiglia ha accettato l’accordo, evitando ulteriori fasi processuali.

Riflessioni sul casoQuesto episodio accende nuovamente i riflettori sulla gestione sanitaria e sulla responsabilità medica, sottolineando l’importanza di diagnosi tempestive e accurate per evitare conseguenze gravi e potenziali contenziosi. La vicenda rappresenta un monito per garantire maggiore attenzione e professionalità nell’approccio ai pazienti, specialmente in casi delicati che coinvolgono giovani vite.