Braccialetto elettronico rifiutato

Un caso insolito ha scosso la comunità di Licata, dove Gaspare Lombardo, un quarantatreenne del posto, già agli arresti domiciliari per possesso di cocaina, si trova ora in carcere a seguito di ripetuti allarmi emessi dal suo braccialetto elettronico.

Inizialmente, Lombardo aveva sospettato un malfunzionamento dell’apparecchio, portando alla sua sostituzione. Tuttavia, anche il nuovo dispositivo ha continuato a segnalare anomalie durante determinate ore del giorno.

Le forze dell’ordine, rispondendo agli allarmi presso l’abitazione di campagna dell’uomo, e il pubblico ministero hanno interpretato questi segnali come tentativi di evasione dai domiciliari.

Dopo vari episodi, è stato emesso un provvedimento di aggravamento della misura cautelare, trasferendo Lombardo dal regime di domiciliari al carcere.

Ulteriori complicazioni per Lombardo sono emerse quando le forze dell’ordine, durante una delle loro visite, hanno scoperto una piscina costruita illegalmente nel retro della sua abitazione.

Questa costruzione, realizzata senza le dovute autorizzazioni, ha portato a una denuncia per abusivismo edilizio presso la procura della Repubblica di Agrigento.

Questo sviluppo mette in luce la stretta sorveglianza e le conseguenze legali a cui sono soggetti gli individui sotto misura cautelare, specialmente quando vengono rilevate violazioni ripetute delle condizioni imposte.