Stop-coronavirus-Canicattì

La situazione dei contagi da Covid-19 a Canicattì sta creando non poche preoccupazioni, in poche settimane siamo passati da una trentina di casi a 117 positivi al coronavirus ma il numero è destinato a salire visto che ci sarebbero diverse persone in quarantena in attesa di conoscere l’esito dei test molecolari.

 Siamo passati dalle critiche social alle regioni del Nord che non rispettavano le regole ad essere nostro malgrado esempio da non seguire.

Cosa sta succedendo?

L’aumento dei casi di positività al Covid-19, anche a Canicattì ed in provincia di Agrigento, confermano il trend nazionale: i contagi sono calati fra gli anziani, che probabilmente grazie alle continue raccomandazioni prestano più attenzione, e sono invece aumentati fra i ragazzi.

Un cambio di rotta che si protrae dalla fine dell’estate. La fascia d’età più colpita è quella che va dai 25-49 anni, dunque la categoria di persone che presumibilmente sono più impegnate a livello lavorativo ma i  contagi sono in aumento anche fra bambini e adolescenti , lo confermano i dati della Regione Sicilia.

 Alla luce di queste premesse vorremmo capire qual è la situazione a Canicattì, da giornalista impegnato sul campo, ricevo giornalmente  segnalazioni di nuovi contagi e di focolai attivi che però non vedo confermati da parte delle autorità competenti.

Come  mai si tengono nascosti questi dati?

Avere il Covid non è una vergogna, lo avevo scritto anche in un precedente editoriale, è un dovere morale informare della propria condizione di salute in modo tale da evitare l’espandersi incontrollato della pandemia.

Essere positivi non vuol dire essere malati o essere untori, il 90% delle persone positive non sviluppa nessun sintomo ma potrebbe contagiare soggetti deboli ai quali il virus potrebbe causare seri problemi, ecco perché è importante dichiarare il proprio stato di salute e permettere di ricostruire tutta la catena di contatti.

Con questo editoriale, chiedo agli organi competenti  di fare chiarezza sulla reale situazione in città e di far sapere ai cittadini quali sono  le contromisure attuate  per frenare , in qualche modo, la catena dei contagi.

Va anche detto che per fermare l’evolversi della malattia servirebbe anche un po’ più di buon senso nei genitori.

In giro si vedono decine di ragazzini , non distanziati tra loro e  senza mascherina, nessun controllo e troppa tolleranza anche da parte delle famiglie.

Personalmente penso che se vogliamo salvaguardare la salute dei nostri cari, soprattutto dei soggetti più fragili quali possono essere anziani e  fasce di età media affette da altre patologie, è necessario un cambio di rotta anche nei valori che insegniamo ai nostri figli.

Iniziamo la guerra al Covid partendo proprio da quest’ultima riflessione, i  genitori hanno una grande missione nella loro vita: quella di insegnare il senso di responsabilità ai propri figli affinché possano realizzare i propri compiti con impegno, serietà e coscienza.

Spieghiamo bene ai nostri ragazzi  il particolare momento storico che stiamo vivendo e i rischi che corriamo,  questo  insegnerà  loro a riflettere seriamente prima di prendere qualsiasi decisione, prendendo in considerazione i risultati e gli effetti che potrebbero avere sulla propria  vita e su quella degli altri.

In conclusione invito tutti a rispettare rigorosamente le regole: distanziamento, igienizzazione e mascherina, in modo da respingere al più presto questo  virus, così democratico e crudele, che sta cambiando inesorabilmente tutte le nostre abitudini.

Davide Difazio, giornalista iscritto all’albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti Sicilia, dal 09/05/2003 N° di tessera 098283, protagonista di diverse trasmissioni televisive in Rai e Mediaset ha collaborato con diverse testate giornalistiche nazionali ottenendo risultati lusinghieri. Fondatore della testata giornalistica Siciliareporter.com, in pochi anni , è riuscito a far diventare il portale un importante punto di riferimento per l'informazione siciliana.