Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa del Consigliere comunale di Palma di Montechiaro , Salvatore Malluzzo, che ieri sera, durante una delle serate dedicate alla settimana della legalità, ha avuto la possibilità di dialogare con Fiammetta Borsellino, l’ultimogenito del magistrato antimafia Paolo Borsellino.
Di seguito la nota stampa.
“Ieri sera alla penultima giornata di “Collegamenti 2020”, un progetto sulla legalità organizzato dal comune di Canicattì, il 26 enne Consigliere Comunale di Palma di Montechiaro, Salvatore Malluzzo, studente all’ultimo anno di Giurisprudenza, ha avuto l’onore di confrontarsi con un ospite d’eccezione – presente ieri sera all’evento – Fiammetta Borsellino, l’ultima dei figli del Magistrato antimafia, il Dott. Paolo Borsellino, ammazzato da “cosa nostra” il 19 Luglio del ‘92.
«È stato un confronto particolarmente toccante e che porterò dentro di me nel corso della mia vita personale e professionale.» le prime parole di Malluzzo. «L’esperienza da istituzione politica locale, la considero come una vera “palestra” per il mio futuro professionale nell’ambito giuridico. Professione che intendo intraprendere nella mia Sicilia dando un contributo personale contro le diverse e pericolose storture sociali».
Malluzzo ha rimarcato, altresì, l’importanza di scegliere da che parte stare e farlo sin da subito, perché le scelte sono fondamentali. Oggi più che mai, infatti, è nevralgico essere «protagonisti di quel movimento culturale di cui il Giudice Borsellino si fece promotore», ha dichiarato, aggiungendo: «Non è attraverso i soli eventi o passerelle, spesse volte montate ad arte, che si è aderenti al concetto di legalità, ma attraverso gli atteggiamenti quotidiani, attraverso il rifiuto della cultura della morte. Ecco, questo è quello che vorrei capissero i tanti ragazzi della mia città.
Solo così possiamo costruire, insieme, le basi per una società più giusta e meritocratica.» Nella serata di ieri sono stati affrontati diversi temi, tra questi, il tema del perdono. «Sono concorde con la Dott.ssa Borsellino, sul fatto che parlare di perdono “tout-court”, svilisce lo stesso concetto rendendolo vuoto. Credo sia più giusto parlare di “riparazione del danno” (utilizzo la stessa frase di Fiammetta). Questo, deve essere accompagnato da un’oculata opera di conversione reale e quotidiana. Poiché spesse volte si tende a strumentalizzare, pericolosamente, il concetto! Si badi bene, la cultura giustizialista non mi appartiene, credo nella rieducazione della pena: i benefici carcerari fanno parte del nostro essere stato di diritto, poiché non bisogna dimenticare che i detenuti sono uomini, ma la questione è la seguente: è necessaria soltanto la dissociazione verso certe strutture? Bisogna riflettere su questo, oggi!»
In ultimo, Malluzzo, ha sottolineato l’importanza di come oggi lo Stato debba, una volta per tutte, rompere il muro – indegno – del silenzio. «Pieno sostegno alla battaglia portata avanti da Fiammetta Borsellino sulla verità e giustizia» – ha dichiarato Malluzzo – «poiché dietro alla strage di Via D’Amelio non vi fu solo mafia, così come affermano diverse sentenze, ma una convergenza d’interessi con alcuni pezzi dello stato!».