Un viaggio in sicilia non può considerarsi completo senza una sosta, più o meno lunga a Palermo. Ciò vale anche quando si viaggia con bambini. La vivacità di Palermo, il caos che sembra regnarvi girono e notte, i colori e gli odori e i suoni che popolano ogni angolo della città la rendono il posto ideale per una vacanza con i bambini. La città si prest a mille esplorazioni, a scoperte casuali, a sorprendenti incontri capaci di tenere viva la curiosità di tutti i bambini. Anche del bambino che abita dentro oogni adulto.

Apetour

A Palermo con i bambini: cosa fare e vedere anche se si ha poco tempo

Se avete poco tempo per esplorare la città, uno dei modi più divertenti è sicuramente un tour a bordo di un caratteristico calessino derivato da uno dei mezzi di trasporto più diffusi nell’isola: un’aper car. L’apetour può essere prenotato direttamente dal sito e l’itinerario può riguardare diversi aspetti della città: dalle chiese allo shopping, allo street food palermitano.

Il teatro dei pupi di Mimo Cuticchio

A Palermo con i bambini: cosa fare e vedere anche se si ha poco tempo

Il teatro dei pupi più famoso di Palermo è gestito dall’Associazione figli d’arte Cuticchio (via Bara all’Olivella 95. Tel. 091.323.400). I bambini e gli adulti rimarranno incantati da uno spettacolo coinvolgente e appassionante, eppure così lontano dalle tecnologie a cui sono abituati.

Il giardino Garibaldi a piazza Marina con il suo ficus gigante

A Palermo con i bambini: cosa fare e vedere anche se si ha poco tempo

Il giradino Garibaldi occupa la parte centrale di piazza Marina ed è famoso perché ospita alcuni gigante- schi esemplari di Ficus Magnolioides e beniamina (simili a quelli che si possono ammirare all’Orto botanico): bellissimi, soprattutto quando la luce del sole filtra attraverso gli intricatissimi rami, le liane, e si posa sull’enorme tronco e sulle radici che divelgono il terreno. Un luogo magico per bambini e adulti.

Il giardino fu progettato dal celebre architetto Filippo Basile ed è circondato da una bellissima cancellata in ferro, da lui stesso ideata, ispirata al tema della caccia, oggi restaurata. Restaurati e riportati a nuovo splendore anche alcuni edifici che si trovano nel giardino, i cui vialetti confluiscono verso una grande fontana. Intorno al giardino, il sabato, la domenica e gli altri giorni festivi si può visitare un piccolo mercatino all’aperto di cose vecchie, tra venditori di caldarroste d’inverno e di bibite e gelati d’estate.

Orto botanico

A Palermo con i bambini: cosa fare e vedere anche se si ha poco tempo

Se amate piante e giardini non potete fare a meno di trascorrere po’ di tempo all’orto botanico di Palermo, uno dei più antichi e belli di tutta Italia. (ingresso da Via Lincoln, 2b, tel. 091 23891236 | 091 7489995).

È costituito da un grande spazio di oltre dieci ettari e da alcuni edifici settecenteschi in stile grecizzante.

Le varietà di piante sono tante e rigogliose, alcune di grande valore scientifico e nello spazio di una lenta passeggiata tra aiuole fiorite, statue, piccoli specchi d’acqua, si ha come l’impressione di fare il giro botanico del mondo: si percorre un magnifico viale di altissime palme, ci si ferma incantati davanti a uno splendido esemplare di Ficus Magnolioides,si cammina lentamente tra alberi sud-africani, australiani, orientali. In fondo al viale centrale, si sosta a fianco della grande vasca, per ammirare le piante acquatiche, tra cui bellissime specie di Ninphea e il loto indiano. La vasca è circondata da un un boschetto di bambù e lì a fianco dai papiri egiziani vicini a un laghetto. Il giro delle meraviglie continua con la visita all’albero del sapone, alla falsa cannella, alla manioca e ai tanti alberi da frutto tropicali, come la papaya, che hanno trovato nel clima della città un luogo ideale per diventare rigogliosi. Meritano una visita anche le piante protette nella bellissima serra Carolina, donata all’Orto dalla regina Maria Carolina e originariamente in legno fu poi ricostruita in ferro da un architetto francese nell’800. Non meno interessante e pregiata la raccolta delle collezioni in vaso, tra cui straordinaria quella delle cactacee.

Villa Giulia

A Palermo con i bambini: cosa fare e vedere anche se si ha poco tempo

Uscendo dall’Orto Botanico la passeggiata può proseguire nel magnifico giardino all’italiana di Villa Giulia, che prende il nome da Giulia D’Avalos, nome della moglie del viceré Guevara.

Realizzata verso la fine del settecento, per abbellire la zona della Marina diventò subito un importante luogo di aggregazione della città dove i palermitani nobili dell’epoca venivano a passeggiare, ad ascoltare musica nelle sere d’estate (la villa fu infatti subito fornita anche di un moderno impianto di illuminazione), a godersi il fresco all’ombra di piante esotiche e palme.

Statue, fontane (famosa quella del Genio di Palermo), la terrazza Belvedere fanno ancora oggi di questo giardino comunale uno degli eleganti spazi verdi dove rifugiarsi per sfuggire al traffico o per rivivere con la fantasia l’atmosfera di quel lontano passato.

Chiesa dello Spasimo

A Palermo con i bambini: cosa fare e vedere anche se si ha poco tempo

La chiesa di S. Maria dello spasimo è uno splendido complesso cinquecentesco, costituito dalla chiesa e da alcuni altri edifici, completamente in abbandono fino al 1995. Da allora, una continua opera di restauro voluta dall’amministrazione comunale ha consentito il recupero di tutta la zona. E’ un luogo di grandi emozioni, lo Spasimo che già dal nome mette quasi in allarme: sembra che derivi, in realtà, dal nome di un quadro noto come Lo spasimo di Sicilia, commissionato nel 1516 a Raffaello Sanzio proprio per questo convento che allora apparteneva ai monaci Olivetani. Il quadro ha subìto diberse traversie, e oggi per ammirarlo occorre recarsi fino al museo del Prado di Madrid.

Oggi la struttura è un grande spazio a cielo aperto, dove sembra che le mura alte e severe, sostengano il cielo. Oggi lo Spasimo è soprattutto un luogo di grande suggestione e grande bellezza. Se lo visiterete di giorno, vi consigliamo di tornarlo a vedere la sera quando illuminato dalle luci dei riflettori, vi sembrerà davvero uscito da un sogno o da una magia.

Lo Spasimo ospita spesso eventi e concerti di ogni tipo.

Alla scoperta delle opere di Giacomo Serpotta

A Palermo con i bambini: cosa fare e vedere anche se si ha poco tempo

Uno dei più grandi scultori siciliani, ma anche uno dei maggiori della storia dell’arte: Giacomo Serpotta, stuccatore e scultore.

Serpotta lavorò soltanto nella sua isola e in particolare a Palermo, dove ha lasciato tantissime opere di grande valore artistico e raffinata bellezza.

I suoi indiscussi capolavori, che trasmettono davvero grandi emozioni per grazia e bellezza sono custoditi in alcuni celebri oratori: del Rosario di S. Cita, del Rosario di San Domenico, di San Lorenzo e di Santa Caterina all’Olivella.

Se avete poco tempo e dovete scegliere uno di questi oratori, L’Oratorio di San Lorenzo, (in via Immacolatella, 5) vicino alla bella Chiesa di S. Francesco d’Assisi, decorato dal Serpotta nell’ultimo decennio del ‘600 è considerato quello dove l’artista diede il meglio di sé.

Ernesto Basile, celebre architetto del liberty a Palermo e grande ammiratore di Serpotta descrive così questo luogo: «Qui la compostezza ed eleganza della generale composizione architettonica e ornamentale, la grazia e la fine bellezza di ogni elemento scultoreo, la sovrana dignità delle figure simboliche che adornano le pareti, la meravigliosa esecuzione dei piccoli altorilievi, ove sono rappresentati agli esordi della vita del santo di Assisi, di cui l’immagine trionfa fra un coro di angeli sull’arco del santuario; la insuperabile maestria con la quali gli innumerevoli putti sono disposti e modellati, la classica rappresentazione del martirio che fronteggia l’altare, compongono un insieme superbo per nobiltà di concepimento e dignità di espressione, che compendia e significa il sentimento d’arte di tutta un’epoca».

Che dire di più? non ci resta che ammirare in silenzio i bassorilievi , le figure allegoriche delle virtù, i putti e le figure che riempiono gli spazi liberi intorno alle finestre. E pensare anche a come sarebbe stato bello poter vedere ancora la “Natività” di Caravaggio sull’altare maggiore, rubata nel 1969.

Fast food palermitano: il piacere di mangiare per strada

A Palermo con i bambini: cosa fare e vedere anche se si ha poco tempo

A Palermo le specialità più popolari della tradizione gastronomica si possono assaggiare per strada. Antica tradizione sopravvissuta dal periodo della Magna Grecia, quando al “thermopolium” di tutte le città si compravano piatti pronti, verdure cotte, carni e pesci arrostiti: il primo “fast-food” della storia.

E ancora oggi nelle friggitorie o dai venditori ambulanti che si trovano dentro i mercati principali si trovano panini con le panelle (schiacciatine fritte di farina di ceci), crocché (bocconcini fritti di patate e menta), broccoli, carciofi e cardoni fritti in pastella, “quarume”, detta anche “caldume” (un bollito misto di trippa, budella di agnello e interiora di vitello) e frittole (interiora e cartilagini, soffritte, condite e spruzzate con limone): un tempo venivano servite su foglie di fico, vite o noci per non ungere le mani.

Inconfondibile in ogni mercato, ma anche in giro per la città, è l’odore dei “stigghiola” alla griglia, budelli di agnellino arrotolati a mo’ di spiedino, spruzzati con abbondante succo di limone. Nelle focaccerie, dette anche botteghe dei vastiddari (o guastiddari) si vende invece la “guastedda” o (o “vastedda”, nella versione dialettale) “pani ca’ meusa” (focaccia imbottita con soffritto di milza e polmone di vitello e altre frattaglie) nelle due tradizionali versioni: schietta (che significa letteralmente “nubile”, con solo un po’ di limone) e maritata (cioè “sposata” e quindi con ricot- ta, caciocavallo, o altri formaggi).

Da provare anche lo sfincione, (in dialetto “sfinciuni”) specialità molto amata dai palermitani: è una specie di focaccia fatta con farina poco raffinata, lievito di birra sciolto nel latte e olio d’oliva, che viene lasciata a lievitare a lungo e poi cotta in forno.

Sopra viene messo il condimento (la cunza): prima uno strato di pasta di acciughe, poi pomodoro fresco, in precedenza sbollentato con olio e cipolla, e infine sottili scaglie di formaggio primo sale e per chi vuole, olive nere. Per compl tare, una spolverata di pan grattato e formaggio grattugiato.

Infine, sul lungomare di Palermo e nelle località vicine, come Sferracavallo, sono diffusi i “polipari” venditori di polpo già bollito, tagliato a pezzetti e servito con succo di limone.

Forse non tutte queste specialità sono adatte ai bambini, ma di sicuro garantiscono un’eplosione di sapori e odori inaspettata e memorabile.

Di Gioacchino Difazio